Abbiamo iniziato a scrivere questo articolo i primi di giugno, poi siamo stati al Web Marketing Festival dove abbiamo potuto ascoltare il coinvolgente intervento di Debora Bottà di Boraso che ci ha permesso di approfondire e comprendere ancora meglio l’argomento. Proveremo quindi a darvi qualche input su come sfruttare questo approccio per i vostri progetti digitali.

Cos’è la gamification

Facciamo un salto indietro, come si intuisce facilmente il termine deriva da game, la gamification mutuando una serie di regole dal mondo dei videogiochi rende ludico qualcosa che di base non lo è, diventando uno strumento efficace in grado di veicolare messaggi e indurre comportamenti facendo divertire gli utenti.

Come ci ha detto Debora “proporre agli utenti esperienze coinvolgenti e memorabili” significa acchiappare letteralmente la loro attenzione stimolando la  curiosità  verso il messaggio che abbiamo scelto di comunicare.

Come funziona

L’implementazione delle meccaniche di gioco è quindi uno dei metodi più efficaci per coinvolgere gli utenti, facendo assumere loro un comportamento attivo verso il nostro prodotto/servizio.

Se il messaggio viene associato all’azione stessa includendo tutto nella stessa esperienza verrà sicuramente maggiormente impresso nella memoria dell’utente che lo collegherà ad un evento appagante e si instaurerà una relazione a lungo termine.

Il punto forza della gamification è la capacità di stimolare gli istinti umani, con lo scopo di creare o appagare desideri e bisogni. Un prodotto gamificato fornisce obiettivi da raggiungere, livelli in cui progredire, competere con gli altri, condividere i propri successi e guadagnare ricompense.

(cit wikipedia)

Quando siamo davvero coinvolti in qualcosa di divertente perdiamo il senso del tempo ed è proprio questo lo stato d’animo in cui dobbiamo portare l’utente.

In generale lavoro, studio e business sono ambiti che generano scarsità di coinvolgimento ed è quindi una buona strategia provare ad attuare dinamiche di gioco per lasciare il segno anche in questi contesti (un sito, una campagna pubblicitaria ecc…)

Per ottenere l’obiettivo, che naturalmente varia da progetto a progetto, bisogna partire  includendo le meccaniche e dinamiche di gioco nel design non trasformando tutto in un gioco.

Purtroppo però, come ci ha ricordato anche Debora, i giochi soffrono di un pregiudizio culturale, sono infatti spesso visti come qualcosa di poco serio. È quindi sempre molto importante far riferimento al nostro pubblico prima di proporre questa forma di design motivazionale.

Alcuni spunti su come impostare un progetto di gamification applicato al design.

  1. Il tuo progetto deve coinvolgere le emozioni: l’utente si deve identificare con il messaggio proposto e farlo proprio.
  2. Prevedi delle ricompense, in modo da spingere l’utente a tornare; le ricompense possono essere parte del gioco oppure essere oggetti reali come ad esempio dei buoni sconto da utilizzare per acquistare un prodotto.
  3. Rendi piacevole la raccolta di informazioni, fai diventare un questionario un minigioco.
  4. Rendilo competitivo, ad esempio integrando classifiche, passerà più tempo all’interno del gioco monitorando i propri progressi.
  5. Integra i social, coinvolgi ulteriormente l’utente integrando contenuti condivisibili e permettendogli di condividere i propri progressi. Fondamentale per il successo del progetto è sviluppare una comunità: le persone amano condividere con gli altri i propri successi, sentimenti e competizioni.

Alcuni esempi di gamification ben riuscita

Di seguito alcuni esempi di come la gamification può modificare il comportamento, in questo caso portando verso comportamenti socialmente utili.


Nike+ Fuelband and Accessories

Fuelband è un braccialetto elettronico che monitora i movimenti di chi lo indossa, scaricando la app è possibile seguire i propri progressi, sapere quante calorie si bruciano e quanti km si percorrono, non solo è stata aggiunta anche una dimensione sociale in modo che gli sportivi si possano confrontare con gli amici.
Questa applicazione è stata lanciata nel 2012, nel 2011 Fuelband era usato da 5 milioni di giocatori, si stima che ne abbia raggiunti 11 milioni nel 2013.

A questo link potete trovare altri esempi

Ma nei fatti funziona?

L’utilizzo dei giochi al di fuori dell’ambiente ludico non è una novità, già negli anni 80 si cominciò a capire il potenziale del gaming associato alla vita quotidiana, nacquero i primi progetti di gamification con il compito di migliorare il messaggio pubblicitario oppure diffondere l’educazione civile.

Questo fenomeno ha subito un vero e proprio boom con l’avvento degli smartphone e dei social network avvicinando al mondo dei giochi un grande numero di non-giocatori.

Ecco un po’ di numeri:

  • Nel 2016 l’industria dei videogiochi ha guadagnato oltre 99 miliardi
  • In Italia abbiamo speso più di 1 miliardo e mezzo in videogiochi
  • Secondo MarketsandMarkets nel 2016 è aumentato del 46% il numero di attività riconducibili alla gamification, secondo le proiezioni si prevede una crescita del volume di affari generato da 1,65 miliardi di dollari del 2015 a circa 11,1 miliardi entro il 2020!

State pensando che la vostra azienda abbia bisogno di un progetto di game design?

Allora sappiate che gli obiettivi che si possono perseguire con la gamification sono 3:

  • cambiare comportamenti
  • sviluppare attività
  • guidare all’innovazione

Creare esperienze coinvolgenti che motivano i comportamenti desiderati è una strategia efficace che, con la giusta dose di creatività, può aiutare la comunicazione della tua azienda a fare il salto di qualità.

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Alessia

Graphic & Web designer
Sono nata a Genova il 19 Marzo 1990, dopo essermi laureata in Design del prodotto e dell'Evento presso l'Università degli studi di Genova, dopo una breve parentesi milanese ho condiviso l'avventura di Coccodè.

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