Il designer è colui che risolve il problema di un altro.”

Così Tinker Hatfield definisce il ruolo del progettista creativo, noi aggiungiamo che per risolvere un problema devi conoscerlo nel dettaglio e l’unica persona che può aiutarti a farlo è colui che ti ha ingaggiato per risolverlo.

Siamo progettisti, creativi, tecnici. Non artisti.

Sentiamo la necessità di fare chiarezza sul ruolo che lo studio o l’agenzia creativa ha nel rapporto con il committente e viceversa. Ci capita troppo spesso di non riuscire a lavorare come vorremmo perché manca una comunicazione fluida e continua con l’azienda che ci ha ingaggiati. Questo è un meccanismo frustrante. Senza contare che i tempi aumentano in un mercato che non è disposto ad aspettare,

Quando ad un artista si commissiona un’opera, egli crea un’immagine che ha il solo scopo di compiacere chi lo osserva. Può piacere o no in base a quanto si riesce a sintonizzarsi con essa. Un designer, invece, crea qualcosa il cui scopo è il raggiungimento di un obiettivo: comunicare un messaggio, indicare un percorso, svolgere una funzione specifica.

Il lavoro di un designer non può essere valutato dal gusto personale. Funziona o non funziona. Per questo non possiamo interpretare, e tanto meno immaginare, i brand dei nostri clienti, ma dobbiamo conoscerli, viverli e comprenderli attraverso uno scambio continuo di informazioni. Non può esistere il layout di una brochure senza una condivisione dei contenuti. Non si può studiare l’immagine di una campagna pubblicitaria senza aver compreso la vision dell’azienda.

Pianificare, rispettare le consegne, dare feedback

Spesso le riunioni preliminari, la ricerca e lo studio, vengono percepiti come una perdita di tempo. Si vorrebbe passare subito all’operatività. “Lo voglio stampato per la fiera della prossima settimana.

Senza considerare che quello che determina il successo di un progetto creativo è proprio il tempo che si dedica alla fase progettuale.

Occorre quindi un dialogo costante con il cliente, fatto di feedback e di documenti da raccogliere ed organizzare. La puntualità e la completezza dei materiali sono la prima garanzia di rispetto della deadline e del successo del progetto!

A noi serve avere risposte dal cliente riguardo al layout. Il cliente è il primo test per rendersi conto se ciò che abbiamo progettato funziona o no. Se la comunicazione avviene, si interrompe o prende una piega errata. Inoltre è importante discutere insieme le scelte progettuali per evitare il classico “Non mi piace/Lo adoro”. Essere entrambi consapevoli di ciò che si sta facendo rende sicuramente il progetto più efficace.

La produzione, l’organizzazione e la qualità dei contenuti, sono aspetti da non sottovalutare

Quante volte ci è capitato di terminare riunioni preliminari con la promessa che presto sarebbero arrivata una valanga di contenuti di qualità (testi, immagini, articoli, testimonianze) da analizzare per pianificare le azioni di marketing o per produrre materiali di comunicazione o promozione. E poi, trascorsi 15 giorni dalla riunione, la persona che doveva occuparsene ha avuto altro da fare, oppure la valanga si è trasformata in uno zip striminzito allegato ad un’email con il commento “…i testi prendeteli dal vecchio sito”.

Come si può pensare che il risultato sia ottimale se si parte da materiale inesistente o, peggio ancora, di pessima qualità?

Creativi, account e responsabili marketing o dirigenti devono lavorare in sinergia per valutare insieme quali contenuti l’azienda ha a disposizione e capire se è il caso di produrne di nuovi.

Sottovalutare questo aspetto significa pagare un progetto che non sarà efficace e di conseguenza investire in modo sconsiderato.

Lavorare insieme, lavorare a lungo, lavorare meglio.

Un rapporto duraturo tra agenzia e cliente permette di approfondire la conoscenza del brand e della sua storia, dei successi e dei fallimenti, e di conseguenza lo sviluppo di progetti di comunicazione di qualità. Per questo i dirigenti dovrebbero riconsiderare qual’è il vero risparmio di far gareggiare ogni anno i creativi basando i criteri di scelta primariamente sul preventivo. L’agenzia o lo studio non deve essere considerato come un fornitore, ma come un partner che insieme all’azienda cresce e si sviluppa in un rapporto basato sulla conoscenza e la fiducia reciproca e che si può costruire soltanto con il tempo.

Naturalmente sta anche a noi riuscire ad entrare in empatia e a proporci come risolutori di problemi, senza imporre le nostre scelte, ma motivandole ogni volta così da costruire un rapporto propizio con i nostri clienti.

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Lucia

Creative Director
Sono nata a Genova il 7 marzo 1985. Dopo essermi diplomata presso il Liceo Artistico Statale P. Klee di Genova ho concluso i miei studi nel 2007 all’Istituto Europeo di Design di Milano. E ora faccio il lavoro più bello del mondo!

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